Variax!?

Variax!?

Variax è uno strumento prodotto da Line6. Non ha pick-up magnetici tradizionali, le vibrazioni delle corde sono interpretate da un piezoelettrico che manda i segnali ad un processore che lavora su modelli fisici e che poi, una volta terminato il processo di elaborazione, trasmette i segnali al jack di uscita. Ho comprato anni fa un modello 500, oggi non più in produzione. Mi sono fatto costruire a mano un manico dal valente D’Alessandro che ha seguito le mie specifiche per quanto riguarda la curvatura, i capotasti e i materiali usati ovvero acero e tastiera in palissandro. Il body è in frassino leggero, un pezzo unico lavorato a mano e tagliato su modello della Les Paul double cutaway.
Selettore a 5 vie, un potenziometro per il volume ed uno per l tono, in aggiunta si trova una manopola che definisce il modello da utilizzare da scegliere fra gli oltre 20 disponibili. Diversi i modelli di elettrica, tutti vintage, Strato, Tele, Les Paul con praticamente tutte le combinazioni possibili, qualche acustica a 6 e 12 corde, banjo e mandolino per completare la scelta.
La parte di output prevede un jack di dimensioni standard che permette la connessione ad un ampli tradizionale, un pedalino “intermedio” che funge da deviatore per avere la possibilità di mandare il segnale di acustica ad un P.A. o in alternativa il segnale di elettrica all’ampli e una comodissima connessione di tipo RJ45, quelle usate nelle schede di rete dei PC.
È possibile infatti interfacciarsi con un POD (personalmente uso una versione Xt Live con suoni di basso e chitarra in versione 3.0) oppure con un amplificatore di Line6 il quale anche esso può lavorare a modelli fisici di emulazione.
In questo modo posso usare nella patch 1 del banco A una Strato su un ampli Marshall e poi spedalando sulla patch 2 avere a disposizione una Gibson Les Paul d’annata su un Fender Twin!

Inoltre è possibile lavorare sulle accordature aperte tramite dei preset modificabili direttamente dallo strumento o grazie ad un software per PC.

Per questo motivo ritengo la Variax il mio “strumento definitivo” perché al di là di quella che può essere la qualità dei modelli fisici emulati –su cui non discuto perché non ho mai posseduto tali e tante chitarre- ho a disposizione una versatilità pressoché infinita…

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